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Nel deserto del Nevada l’energia solare non dorme mai.

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Centodieci megawatt di potenza, 10 ore di stoccaggio a pieno carico e una produzione in grado di soddisfare le esigenze di 75mila abitazioni. Questi i numeri di Crescent Dunes, la centrale solare termodinamica realizzata da SolarReserve nel deserto del Nevada. L’impianto è entrato in funzione alla fine del 2015 e da allora produce ogni anno oltre 500.000 megawattora di elettricità, senza problemi di discontinuità, con il sole o con le nuvole, di giorno e di notte. Una fornitura di energia solare continua e affidabile, resa possibile da un sistema d’accumulo avanzato che elimina la necessità di eventuali combustibili fossili di backup. La tecnologia su cui SolarReserve ha scelto di scommettere è quella dei sali fusi, impiegati in questo caso sia come fluido termovettore (HTF-heat transfer fluid) che come mezzo di accumulo termico. Il risultato è un impianto a concentrazione capace di produrre energia solare in modo efficiente ed economico 24 ore su 24, garantendo alla rete quella flessibilità fornita tradizionalmente solo dagli impianti fossili. Lo storage consente alla struttura di produrre ogni anno più del doppio rispetto a qualsiasi tecnologia solare.
Nel campo dei sistemi termodinamici, Crescent Dunes rappresenta un unicum: è, infatti, la prima centrale al mondo, su scala utility, a impiegare una torre solare in cui scorra sale fuso. La miscela è atossica e inerte: viene fatta ricircolare nell’impianto dove rimarrà per oltre 25 anni senza bisogno di ricambi o rabbocchi. Non solo. I sali fusi rappresentano attualmente il sistema d’accumulo energetico con il più basso costo capitale e sono in grado di rendere il sistema competitivo con la fornitura elettrica tradizionale.
Anche per questo motivo, l’impianto non è l’unico su cui SolarReserve ha deciso di investire. La società ha progetti simili, realizzati o in fase di realizzazione, in diverse parti del mondo, dal Cile al Sud Africa, passando per l’Australia. Il più ambizioso? Sandstone, un complesso di una decina centrali termodinamiche a torre solare, in grado di raggiungere una potenza di 2 GW e un totale di 20.000 megawattora di capacità d’accumulo. Il faraonico progetto dovrebbe veder la luce nel deserto del Nevada e a regime potrebbe soddisfare le esigenze elettriche di oltre un milione di famiglie statunitensi.





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